Felice Tagliaferri

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente noto a livello internazionale.
Felice ha intrapreso da oltre vent'anni un percorso artistico molto personale e particolare da lui stesso riassunto nello slogan "Dare forma ai sogni".

Le sue creazioni sono infatti sculture non viste, che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l'uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili.

Felice si destreggia abilmente fra i più diversi materiali: per la sua arte utilizza creta, marmo, legno o pietra. Ogni materiale viene trattato e plasmato con tecniche diverse, dalla forza impressa per scolpire il marmo alla gentilezza della plasticità espressa nel modellare la creta.

Oltre a lavorare alla realizzazione delle forme dei suoi sogni artistici, Felice Tagliaferri riesce ad essere anche un ottimo insegnante, applicando il suo personalissimo metodo a una varietà di situazioni e specializzandosi negli anni nella formazione di educatori e operatori sociali.

La sua arte è stata definita da diversi esperti del settore "arte sociale" per l'impegno che caratterizza le sue mostre.

 
 

Curriculum artistico di Felice Tagliaferri

Formazione

Mostre e attività artistiche

Dal 2001 ad oggi Felice Tagliaferri ha partecipato a numerose mostre e concorsi a livello internazionale, simposi, installazioni e sculture di piazza in molte città italiane. Fra gli avvenimenti più importanti ricordiamo:

Felice Tagliaferri collabora con il Museo Tattile Statale Omero, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, i Musei Vaticani, l'Accademia di Brera, l'Accademia di Roma, la Collezione Guggenheim di Venezia, Ca' la Ghironda Modern Art Museum.

E' tra i protagonisti del libro di Candido Cannavò "E li chiamano disabili", edito da Rizzoli nel 2005, e del libro di Mauro Marcantoni "I ciechi non sognano il buio", edito da FrancoAngeli nel 2008. Adina Pugliese gli ha dedicato un capitolo del suo libro "L'arte è utile. Comunque bella". E' stato inoltre citato su diverse testate giornalistiche e trasmissioni televisive e numerose tesi di laurea presso Accademie d'Arte e Università italiane ed estere.

Ha partecipato come relatore a diversi convegni, tra cui "Si può sorridere nel dolore" a fianco del medico clown Patch Adams.

Da anni tiene laboratori didattici nelle scuole di ogni ordine e grado e dal 2007 conduce laboratori al buio di sua ideazione in collaborazione con diverse associazioni. Dal 2016 è arte-terapeuta accreditato.

Nel 2014 ha partecipato a un progetto di CBM Italia Onlus che prevedeva l'avvio di un laboratorio artistico permanente alla Bethany School di Shillong, in India, durante il quale ha insegnato a un gruppo di studenti disabili e ai loro insegnanti le tecniche di lavorazione della creta. L'intero progetto è stato ripreso da Silvio Soldini e Giorgio Garini nel documentario "Un Albero Indiano".

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